Descrizione
Straordinaria coppia di *Magots in porcellana policroma dipinta a mano, composta da figura femminile e figura maschile sedute, realizzate in stile chinoiserie e attribuibili a manifatture piemontesi della fine del XIX secolo, ispirate ai celebri modelli storici della tradizione europea inaugurata dalla manifattura di Meissen.
La figura femminile raffigura una raffinata cortigiana o dignitaria cinese elegantemente seduta, intenta a sorreggere un delicato ventaglio. Indossa un abito riccamente decorato con motivi floreali e dettagli policromi dai toni rosa, azzurri e blu intenso, impreziositi da finiture in oro zecchino che donano luminosità e preziosità all’intera composizione. Il volto, delicatamente modellato, esprime grazia e sottile ironia, secondo il gusto esotico tipico delle cineserie europee.
La figura maschile rappresenta invece un dignitario orientale seduto, caratterizzato dall’iconico cappello a pagoda, baffi pendenti e abiti sontuosamente decorati. Nella mano stringe un papiro, simbolo di sapienza e prestigio, mentre le vivaci cromie e i raffinati motivi ornamentali richiamano il fascino delle produzioni settecentesche d’ispirazione orientale.
Entrambe le figure presentano le tipiche teste basculanti snodate, elemento distintivo dei Magots, capaci di oscillare con un lieve movimento che conferisce alle sculture un aspetto animato e teatrale. La qualità della pittura manuale, l’accurata modellazione plastica e le dorature in oro zecchino testimoniano l’alto livello esecutivo della manifattura.
Misure:
altezza 13cm
larghezza 9,5cm
profondità 10cm
VIY-CT
* I Magots — dal termine francese magot, ovvero “bertuccia” — sono figure decorative in porcellana o maiolica nate dall’incontro tra gusto europeo ed estetica orientale. Essi rappresentano in chiave fantasiosa e bonariamente caricaturale Pu-Tai, il dio cinese della felicità e dell’abbondanza. Le teste, le lingue e talvolta le braccia snodate contribuivano ad accentuarne il carattere giocoso: secondo la tradizione popolare, il loro oscillare avrebbe persino preannunciato i terremoti e attirato fortuna e prosperità.
Tra il Seicento e il Settecento questi curiosi personaggi giunsero in Europa attraverso le rotte commerciali delle grandi Compagnie delle Indie. In piena epoca illuminista, la società aristocratica europea — affascinata dall’esotico, dal raro e dallo stravagante — accolse con entusiasmo le cineserie orientali, trasformandole in autentici status symbol da esibire nei salotti colti e raffinati del tempo. Filosofi e intellettuali come Voltaire, Denis Diderot e Jean-Jacques Rousseau contribuirono indirettamente alla diffusione di quel gusto per il lontano e il meraviglioso che rese celebri le chinoiseries.
Come scrivevano nell’Ottocento i fratelli Fratelli Goncourt:
“Su questa società indifferente e di raffinata cultura, la cineseria esercitava naturalmente un grande fascino…”
Con l’aumento della domanda, le manifatture europee iniziarono ben presto a produrre proprie versioni dei Magots. Le prime furono quelle tedesche di Meissen, Dresda e Rudolstadt, seguite dalle francesi Saint Claude, Samson e Chantilly. Anche in Italia la moda attecchì rapidamente: Venezia, Bassano, Este e la Lombardia produssero magnifici esemplari, in particolare nelle manifatture di Geminiano Cozzi, Franchini e Clerici, dove il grottesco orientale assunse una sensibilità più tenera ed elegante.
Nell’area piemontese, fortemente influenzata dalla cultura francese, i Magots comparvero tra Settecento e Ottocento anche in cartapesta, spesso utilizzati come fermaporte decorativi. Questa coppia in porcellana policroma rappresenta oggi una rara testimonianza della persistenza di quella tradizione decorativa, particolarmente apprezzata nel collezionismo antiquario contemporaneo.
Esemplari in coppia uomo-donna, soprattutto completi e ben conservati, risultano oggi difficilmente reperibili e sono molto ricercati dagli appassionati di porcellane europee, chinoiserie e arti decorative.



































